Dario Scapitta Design – il Lusso della semplicità.

La storia dell’evoluzione insegna che l’universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo.   

(K. Popper)

L’ispirazione conduce l’individuo tra i più reconditi sentieri del mondo con la stessa cura attraverso la quale una madre guida il proprio figlio, aiuta l’uomo a scoprire la Bellezza cogliendone il senso più profondo, rendendola Dea e Musa ispiratrice del proprio processo creativo. Raggiungere l’armonia attraverso l’uso di materiali preziosi è Arte, rendere la semplicità una vera e propria Opera è Genio.

Dario Scapitta

Dario Scapitta

Questa è l’essenza alla base del processo creativo di Dario Scapitta: semplicità di forme e materiali che si fondono in un’eleganza senza eguali nel suo genere, ventre materno di meravigliosi gioielli, Arte da indossare che, attraverso l’utilizzo di materiali semplici e tecnologie all’avanguardia, valorizza con maestria l’individualità di chi li indossa.

L’eleganza è semplicità, Madre Natura ce lo insegna quotidianamente: il mio percorso creativo vuole scoprire come anche un semplice segno, una linea può essere elegante. L’uso dei materiali è fondamentale, sperimentare con la materia è alla base di questo percorso: va toccata, studiata e testata continuamente così da conoscerla al meglio per poterla plasmare in ciò che si desidera. Lo stesso vale con le nuove tecnologie che offrono nuovi spunti, nuovi limiti. La definizione di uno stile si evolve ogni giorno in funzione di questi fattori, del periodo in cui viviamo e da tutto ciò che ci circonda. Il mio compito è quello di cogliere la Bellezza nascosta e renderla visibile.

Dario Scapitta nasce a Valenza (AL), località che insieme a Vicenza ed Arezzo costituisce il triangolo artigiano dell’oreficeria e del gioiello italiano; qui studia e lavora fino al 2010, quando decide di trasferirsi ad Enschede, una località dell’Olanda dove vive e lavora attualmente. Alla base di una maestria così sapientemente guidata c’è un Iter Accademico e formativo che gli ha permesso di acquisire esperienza, nozioni tecniche e maturare una profonda coscienza stilistica. Studia Design del Gioiello nella citta natìa e prosegue gli studi a Milano, frequentando il Corso di scenografia e costume presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera“Studiare nella città della Moda mi ha permesso di maturare esperienze fondamentali per quello che faccio oggi e per le mie aspirazioni”. La chiave di volta del suo percorso professionale è stata la specializzazione attraverso un Master presso l’Accademia d’Arte e Mestieri del Teatro alla Scala di Milano, in cui ha la possibilità di mettere in gioco il patrimonio di conoscenze acquisite sino ad allora e confrontarsi con le grandi potenzialità del software CAD e 3D, sperimentandone successivamente le spettacolari stampe lavorando a Valenza, come designer e progettista CAD del gioiello, in uno studio di prototipazione rapida.

La stampa 3D costituisce un nuovo paradigma poduttivo, una rivoluzione che oltre a mutare le modalità con cui produciamo ogni cosa promette di sanare i danni causati dallo spreco della prima Rivoluzione Industriale. La stampa 3D racchiude in sé diverse tecnologie che esistono dagli anni ’80; inizialmente prendeva il nome di “prototipazione rapida” – perché utilizzata per realizzare prototipi dai modelli digitali, risparmiando i passaggi intermedi per la creazione di calchi – successivamente ha preso il nome di “manifattura additiva” poiché si realizza la creazione aggiungendo strato su strato di materiale (plastica, metallo, etc), usando solo ciò che serve realmente sino ad avere l’oggetto finito.

 

 

Utilizzo molto la stampa tridimensionale. Dagli schizzi inizio a modellare l’oggetto tridimensionalmente usando un programma specifico. Studio la forma e i dettagli tecnici proprio come se li modellassi a mano. Una volta definita la forma, inizia la fase di prototipazione in cui viene stampato un prototipo. Il nylon, allo stato di una polvere finissima, viene steso in un primo finissimo strato all’interno della stampante, il laser “disegna”, leggendo la matematica del modello tridimensionale, un primo strato dell’oggetto solidificando con il calore la polvere di nylon. Prosegue così sino al completamento dell’oggetto. Si procede, successivamente alla scelta dei colori da utilizzare, gli oggetti vengono impermeabilizzati a mano così da renderli repellenti il più possibile all’acqua o al grasso. Il mio intento futuro è quello di combinare oggetti stampati tridimensionalmente con materiali diversi, in modo tale da conferire ancora più unicità all’oggetto. 

Dario Scapitta realizza le sue meravigliose creazioni prediligendo materiali sintetici come il nylon, ne ama la versatilità materica che permette di essere plasmata in oggetti semplici ma, anche, molto complessi; la sua incredibile leggerezza permette di realizzare forme dalla grande identità scultorea ma leggerissimi da indossare, i colori sono forti e decisi, la consistenza al tatto risulta sabbiosa e ruvida a volte e altre, invece, liscia e levigata. I progetti futuri del Designer prevedono, però, la sperimentazione di nuovi materiali come il legno, il denim, la corda e la pietra: “Questi materiali sono lì, nella mia mente in attesa di prendere forma, di essere combinati per diventare eleganza”.

Le sue collezioni sono un dedalo di forme e linee che sinuosamente si intrecciano tra loro senza confondersi. La linea Black Rose decora il corpo con eleganza, glamour e raffinatezza, simulando con la sua leggerezza la sensazione di avere, semplicemente, un meraviglioso disegno sulla propria pelle; InKastro è la combinazione di tre differenti elementi che si incastrano tra loro creando un’architettura geometrica, che dire invece di Monolite? Una bellissima collana che ha per protagonisti dei piccoli monoliti stampati. La Snake Collection, con la sua poliedricità, veste tranquillamente tutti i tipi di occasione per le sue linee semplici ed eleganti, differenti dalla Sparkling che, invece, con il suo turbinio di forme ricorda le bollicine di un buon bicchiere di Prosecco; SpHera è un’evoluzione di questa ultima collezione, caratterizzata da numerosi cerchi di misura differente che creano un anello dal grande impatto visivo e geometrico.

1. L’ispirazione è il ventre materno della creazione, e lei lo ha spiegato molto bene in una delle sue presentazioni. Quando è avvenuta però la prima scintilla? La scoperta primordiale di quella predisposizione che l’ha condotta sino a qui?

Pensandoci bene non credo di ricordare un momento preciso in cu ho sentito scoccare la scintilla della creatività. È come se fosse sempre stata lì, dentro di me. Mi ricordo quando da piccolo disegnavo le scenografie ed i costumi per i concerti della mia cantante preferita, senza ancora neanche sapere che un giorno mi sarei diplomato in scenografia all’Accademia di Brera. Credo comunque che un po’ volontariamente e un po’ per destino, abbia scelto questo percorso sempre mirando alla creatività , all’arte e alla creazione del bello. La consapevolezza arriva più tardi e l’aver dato vita alle mie collezioni è sicuramente la conferma che quella scintilla doveva trasformarsi in fuoco e forgiare quelle idee e quelle ispirazioni che desiderano così tanto ardere. L’istinto creativo, in ogni mestiere, è dentro di noi; non potrei vivere senza pensare ad una forma che evolvendosi diventa un oggetto da indossare. La creatività è sogno, una fantasia continua che deve trasformarsi in realtà, che deve vivere ed essere vissuta.

2. Che ruolo ha avuto l’Accademia Delle Belle Arti di Brera (Milano) nel suo percorso professionale ed esistenziale? Aldilà del connubio di conoscenze teoriche e pratiche, ha avuto modo di maturare una profonda coscienza artistica?

L’Accademia di belle Arti di Brera di Milano ha avuto un ruolo fondamentale. Quando a 18 anni scegli un percorso formativo da seguire, non sempre hai le idee chiare su quello che vorresti fare. Dopo aver studiato design del gioiello all’Istituto d’Arte “Benvenuto Cellini” di Valenza, scelsi scenografia e costume poiché lo consideravo un connubio perfetto tra arte e progettazione. Non sentivo il fuoco della pittura o della scultura, ma della manifattura, del progetto legato alla bellezza dell’arte. Gli studi all’Accademia mi hanno permesso di capire l’importanza delle arti applicate, di approfondire la conoscenza artistica del patrimonio Italiano e soprattutto l’importanza del confronto, di quanto è importante osservare il lavoro altrui, di ammirare i maestri e il lavoro dei tuoi colleghi. Anche il fare autocritica, conoscere i propri limiti e prendere consapevolezza dei proprio punti forti e di quelli deboli. Fondamentale è stato anche studiare a Milano, capitale del design, della moda e dell’arte, una città che, per chi come me vuole fare questo lavoro, offre sicuramente infinite fonti di ispirazione e confronto. In ogni mia nuova creazione, vi è sempre una piccola parte legata a quei giorni, a quei momenti trascorsi tra gli affascinanti, alti e scuri corridoi di Brera.

3. I suoi gioielli hanno un’identità forte che non passa certo inosservata. Li definisce spesso veri e propri “ornamenti”; quale è, secondo lei, il ruolo – non commerciale – del gioiello?

Il gioiello nasce forse ancor prima dell’abito. Sin dalla sua esistenza l’uomo ha dato altissima importanza al monile come oggetto di ornamento, come simbolo di appartenenza and una tribù, ad un gruppo, ad una famiglia. In ogni cultura il gioiello in se non ha un significato commerciale, ma ben più profondo. È simbolo di appartenenza, di conquista in amore, è un dono o ancora un talismano protettivo. Adoro il gioiello non “prezioso”, intendendo non per forza d’oro bianco e tempestato di diamanti, ma bensì il gioiello creato da un materiale come la pietra o il legno; se pensiamo ai meravigliosi monili di molte civiltà africane, sudamericane o asiatiche, ci si può rendere conto di quanto non è la lucentezza che rende importante un gioiello ma la materia ed il significato con cui lo indossiamo. Il gioiello, più del vestito, ha un significato ancora più profondo, più legato al nostro intimo; quante volte leghiamo ad un monile un ricordo od un significato, sia questa una pietra preziosa od un vetrino levigato dal mare e trovato sulla spiaggia? Il poter creare un oggetto elegante a cui venga attribuito un significato intimo e personale è sicuramente uno degli scopi fondamentali delle mie creazioni.

 

Fotografie: Lara Bommartini – YOUR STYLE FOTOGRAFIE – Enschede – Modella: Nikita Paauwe

Sito Web Ufficiale: http://www.darioscapittadesign.com/

Federica Ielapi25