Accademia di Brera al Fashion Graduate Italia 2019

L’Accademia Delle Belle Arti di Brera è stato uno degli atenei protagonisti all’appuntamento italiano per eccellenza dedicato ai neo fashion designer, parliamo del Fashion Graduate Italia 2019 svoltosi a Milano e giunto alle terza edizione. Per il prestigioso ateneo sono state selezionate le collezioni di otto designer del biennio specialistico, che guidati della docente, nonché affermata designer [n.d.r.] Francesca Liberatore, durante l’anno accademico hanno creato le collezioni per portarle in passerella durante questo fashion show, di seguito i concept delle collezioni seguite da alcune immagini dell’evento.

ALESSANDRA MORINELLI

“Transizióne” nasce dallo studio del kimono tratto dal film Memorie di una Geisha, riproposto in un contesto occidentale contemporaneo dove e forme ricordano la costruzione dell’obi e dello tasukikake, posti su diverse tipologie di capi d’abbigliamento classici.

ANTONIO CORPOSANTO

Fluo Vision – La collezione nasce da uno dei must della storia della moda: la giacca sahariana. Utilizzando quelli che sono i suoi elementi essenziali, tasche e spallotti, sono nati una serie di collage creativi che hanno permesso il raggiungimento di nuove forme applicate sui capi. Volumi e aderenze sono le chiavi essenziali della collezione, supportata dalla combinazione di tessuti dai colori classici in forte contrasto con esplosioni fluo di tessuti tecnici, quali nylon, vernici e pvc

CRISTINA CUCINOTTA & TERESA CICERO

Non sovrapporre – Attraverso una visione primordiale il dolore, in maniera allegorica, prende forma per diventare un richiamo alla vita e alla considerazione esistenziale e soggettiva dell’essere vivente. In questo contesto si inserisce la rappresentazione del martirio inteso come tormento, ma anche come fragilità dell’essere umano che trova la forza di reagire. Dal punto di vista concettuale si delinea quel delicato equilibrio tra negativo e positivo che comunque ci spinge a perseguire sempre la speranza e il bene, nonostante ci si possa fare male lungo il tragitto.

FABRIZIO BENNICI

Seishin no Fuan – Le Yuki Onna sono una classe di yōkai, creature soprannaturali del folclore giapponese. Da tale loro essenza spettrale e inquietante deriva l’atmosfera di questa collezione autunno-inverno, caratterizzata da sovrapposizioni e dettagli tipici del kimono giapponese: dal taglio della manica all’obi (la caratteristica fascia con il nodo in vita). Quest’ultimo viene riproposto e rivisitato tramite l’utilizzo di extra maniche spesso annodate tra loro per richiamare sia l’obi, ma anche un senso di costrizione e paura. Tutti gli elementi vengono riadattati e combinati allo streetwear con forme ampie e tessuti tecnici. Per rievocare il volto della Yuki Onna, proprio delle maschere tradizionali che lo propongono, vengono inserite stampe e tagli evocativi di alcuni suoi lineamenti. Anche i colori della collezione richiamano i colori della Yuki Onna: bianco, verde menta, rosso e nero; quest’ultimo colore dell’ignoto e della paura è il colore principale della collezione. Di nuovo le sensazioni sono fortificate anche dalla presenza di anelli pendenti che, scontrandosi, generano un suono di inquietudine e turbamento.

JESSICA NICODEMO

Rebalancing è una linea d’abiti, primavera estate, ispirate al post guerra, che sottolinea il concetto del ritorno all’equilibrio,
mettendo in evidenza quelli che sono DUE GRANDI TEMI: da una parte la perdita della forma e dall’altra il ritorno.
Le immagini di riferimento sono varie: quelle della guerra Vietnam alla prima e seconda guerra mondiale e ciò rende gli abiti espressamente eterogeni.

Abiti cadenti, morbidi e leggeri, le cui abbondanze si restringono attraverso l’inserimento di arricciature e coulisse in punti di scomodità, esprimono il ritorno alla forma, cosi come le cromie, abbinate a trasparenze, vanno dalle sfumature nero-grigio, a colori simbolici quali il verde, simbolo di speranza e il viola di lutto.

WANG YAWEN

Silenzio – Il nome della collezione è “Silenzio”, ispirato alle opere di Morandi e alla sua vita pastorale, utilizzando principalmente gli elementi dell’abbigliamento occidentale e lo stile rurale quale forma di confronto e collisione tra la frenesia delle città e lo stile di vita pastorale rilassato. Si riflette sulla contraddizione della personalità oltre ad ampliare il colore e i motivi delle opere d’arte di Morandi, utilizzando le metodologie di progettazione moderne al fine di reinterpretarle. Questo consente di esprimere il desiderio di ritornare alla realtà, vicino alla natura, allontanandosi dalla frenesia metropolitana urbana e contemplando una vita calma e semplice, così da poter calmare il cuore.

YANG XINGZI

Bloom at night – L’intera collezione è nata dalla curiosità nell’approfondire quello che è il mondo della prostituzione: una comunità di donne, la cui bellezza è amata ma sfruttata, che possiedono un corpo pubblico ed un’anima privata. Allo stesso tempo l’ispirazione nasce dalle parole di Baudelaire: “Qu’est-ce que l’art? L’art est la prostitucion.” Dalla combinazione dell’abito maschile del diciannovesimo secolo e il costume tradizionale della Geisha prende forma una figura che rievoca le caratteristiche sia dell’acquirente che della meretrice stessa con lo scopo di presentare la donna come unica proprietaria del proprio corpo.

LIU YIKANG

Manicomio – La collezione prende ispirazione dal mondo del manicomio, fatto di psicosi e disturbi mentali. Dalla perdita di controllo scatenata in questi pazienti prende vita il filo conduttore della collezione, riconducibile all’occhio, specchio dell’anima e centro di tutti i meccanismi mentali umani, il tutto interpretato attraverso ricami e lavorazioni.