Alberto Zambelli – Viaggio sull’Oriente Express

Le radici sono importanti nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove. (P. Cacucci)

Biglietto pronto. Zaino leggero ma contenente il necessario. Sembra che l’ora della partenzia sia ormai prossima. Saliamo su uno dei treni più raccontati dalla letteratura giornalistica e di viaggio: L’Oriente Express, un lungo convoglio verso una profonda cultura che ancora dobbiamo accogliere in tutta la sua portata. Per dirla con le parole di Rumiz: se il freddo monosilabbico astronomico “Est” è un reticolato che esclude, “L’Oriente” è, invece, un portale che schiude mondi nuovi.

I bellissimi abiti di Alberto Zambelli ci conducono in un meraviglioso viaggio alla scoperta dell’oriente, seduti in un lussuoso Oriente Express che questa volta veste i panni del suggestivo Teatro Vetra, il 2 marzo 2015 abbiamo assistito a un reale spettacolo di maestria sartoriale in cui raffinatezza e minuziosa cura del dettaglio si sposano in abiti eleganti, pratici e sensuali, per una donna viaggiatrice, decisa, colta e sempre attenta a un look impeccabile.

Ho immaginato un Oriente Express verso il futuro. Sono partito dagli interni del treno per raccontare tutte le tramature dei tessuti, utilizzando stoffe che richiamano la tapezzeria e moquette, decorazioni che ricordano gli intarsi in legno”.

La Musa ispiratrice è la Marchesa Casati, un ideale reinterpretato, però, in chiave attuale. Modelle dalla carnagione eterea e capigliature voluminose camminano con uno sguardo fermo e deciso; la donna viaggiatrice di Zambelli indossa abiti che esaltano la sua femminilità senza oggettivarla, ne celebrano con delicatezza la grazia attraverso sensuali giochi di trasparenze, ricami decò figurativi, camicie over-size che presentano, però, dettagli ricercati e preziosi. Gonne balloon, cappotti loden, lane-seta fiammate e abiti con preziosi cristalli Swarovsky rivelano la grande sensibilità estetica di uno Stilista che cura l’abito in ogni suo aspetto.

L’idea di curare l’interno arriva dalla tradizione giapponese, una cultura fortemente introspettiva che presta una grande attenzione all’interiorità dell’individuo. Per me ogni dettaglio del capo, anche un piccolo bottone, viene curato con grande dovizia.

 Federica Ielapi