L’ultimo mercoledì dei Missoni

Si è concluso mercoledì 3 dicembre l’appuntamento che ha visto la famiglia Missoni protagonista di alcune lezioni del corso di laurea in Editoria, culture della comunicazione e della moda dell’Università Statale di Milano. Il corso di Storia e documentazione della moda, tenuto dalla professoressa Maria Canella, ha vantato di insegnanti del tutto particolari: Rosita Missoni e i figli Luca ed Angela Missoni si sono alternati dietro la cattedra, nella sede di Santa Sofia.

Missoni S.p.A. è la casa di moda italiana fondata da Ottavio Missoni e dalla moglie Rosita Jelmini. Durante la sua prima lezione tenuta all’Università, Rosita ha raccontato del primo incontro con Ottavio, a Londra, durante i giochi olimpici del 1948; da qui ha avuto inizio l’avventura di quest’azienda a carattere familiare.

Nel 1966 i Missoni presentarono al Teatro Girolamo di Milano la loro prima collezione completa di maglieria, in collaborazione con lo stilista francese Emmanuelle Khanh. Rosita Missoni ricorda quando nel 1967, a Palazzo Pitti, fecero sfilare un involontario nude look. I reggiseni si notavano sin da sotto i vestiti, per questo motivo presero la decisione di farli togliere alle modelle senza considerare che le luci avrebbero creato un effetto di trasparenza. Fu un evento che suscitò molte critiche in quegli anni.

Diane Vreeland, direttrice di Vogue America dal 1962 al 1972, nel 1969 riguardo ai capi Missoni disse “Chi ha detto che esistono solo i colori? Ci sono anche i toni”. I loro abiti sono stati definiti dalla stampa americana “Put – Together” che letteralmente significa “porre insieme”, “mettere insieme”. L’innovazione che caratterizza la maglieria Missoni si è avuta proprio nel combinare insieme linee colorate: aranci, blu, viola, verdi…toni caldi che abbracciano il corpo.

Nel 1997 Ottavio e Rosita affidarono l’azienda ai loro tre figli. Ad Angela spettò il compito di direttore creativo, a Vittorio quello di responsabile commerciale e a Luca quello di responsabile tecnico.

L’ultimo mercoledì dei Missoni ha visto per la seconda volta come protagonista Angela; il giorno 12 novembre Angela Missoni aveva tenuto la sua prima lezione all’Università, accompagnata da sua madre Rosita e dall’art consultant di Vogue Italia, Mariuccia Casadio. Durante quell’occasione Angela aveva riflettuto sul fatto che da quindici anni a questa parte non vi fossero più tendenze. E come darle torto, se si pensa alla moda degli anni ’20, degli anni ’50 o degli anni ’80 si ha subito un’idea ben precisa di come si vestissero le donne, ma se si pensa alla moda del 2000 non ci viene in mente nulla. Forse l’unica novità degli ultimi anni sono i jeans molto aderenti, per il resto si è solo pensato a costruire l’identità dei brand con budget di comunicazione sempre più grandi. Secondo il direttore creativo di Missoni, il fatto che non ci siano più delle tendenze ha fatto sì che tutti siano più liberi di avvicinarsi a ciò che preferiscono.

Angela si definisce una buona talent scout, in quanto spesso ha scelto di lavorare con fotografi che dopo di lei sono diventati molto famosi nel campo della moda; uno tra questi è stato Mario Testino con cui ha iniziato a collaborare dal 1996. Nel 1998 lanciarono una campagna pubblicitaria in bianco e nero, la prima ed ultima nella storia dei Missoni in quanto i colori sono parte fondamentale di questo brand. La collaborazione con Mario Testino termina nel 1999, dopo una campagna che non vede Angela del tutto soddisfatta. Porta avanti due campagne pubblicitarie con Mario Sorrenti per poi iniziare un’intensa collaborazione con la coppia di fotografi formata da Mert Alas e Marcus Piggott, tocca con loro diverse strade e collaborano insieme per quasi dieci campagne. La ricercata perfezione della coppia Mert and Marcus però finisce per stancare il direttore creativo, il quale non vuole che il marchio Missoni elogi la chirurgia plastica e ricerchi con Photoshop la perfezione illusoria del corpo femminile.

Il mondo non è così e Angela desidera comunicare la vera anima del marchio. Da quest’idea inizia nel 2010 la collaborazione con Juergen Teller che mette in mostra la famiglia con immagini intime, scatti domestici, quasi rubati. Angela vuole comunicare la continuità nel tempo e la tradizione. Questa campagna ebbe un enorme successo. Come ha detto Beniamino Marini, responsabile web per Missoni: sembrava quasi un progetto artistico. Con Kenneth Anger nel 2010 girano un video in cui appaiono i vari componenti della famiglia tra figure sovrapposte, immagini quasi psichedeliche e musiche suggestive. Ispirandosi al lavoro di Peter Blake per la copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, anche Angela decide di creare un collage di famiglia; nasce così la campagna pubblicitaria per la primavera estate 2011.

La campagna del 2012 vede invece la collaborazione del regista spagnolo Pedro Almodovar, con le sue figlie e alcune modelle. Viviane Sassen è la fotografa scelta per questo inverno, che mixa insieme ironia e futurismo.

La lezione del 12 novembre si chiude con un sorriso di Angela mentre riflette sui tempi della moda: non si era neppure a metà mese e dopo dieci giorni avrebbe dovuto lanciare i colori per la primavera 2016.

La lezione del 3 dicembre si apre con un ospite del tutto speciale. Dinnanzi agli occhi stupiti di tutti, infatti, si scopre che il direttore creativo di Missoni per quell’ultimo mercoledì ha deciso di portarsi dietro uno dei nomi più chiacchierati del mondo della moda, Anna Delle Russo. Definita “maniaca della moda”, la Dello Russo dopo aver lavorato per diciotto anni presso Condé Nast Italia, oggi è consulente creativo di Vogue Japan. Durante questa lezione, ad Angela vengono fatte alcune domande di vario genere, tra queste le viene chiesto con chi vorrebbe portare avanti una collaborazione se potesse scegliere tra un designer del passato e uno del presente. Il direttore creativo risponde che le interesserebbe lavorare con Coco Chanel e con John Galliano. Le viene domandato inoltre quale periodo della moda preferisce e risponde di privilegiare gli anni dove la moda ha visto un cambiamento maggiore, gli anni ’50, ’60 e in particolar modo gli anni ’70 che sono a lei più vicini. Alla domanda se si sente diversa da sua madre Rosita, Angela risponde che sua madre è nata con le scarpe basse lei, invece, con i tacchi alti.

Per quest’ultimo mercoledì a tenere la lezione però non sono solo i componenti della famiglia Missoni. Anna Dello Russo inizia parlando dell’importanza della comunicazione portando come primo esempio Vogue, la rivista di moda per antonomasia, che oggi è nota in tutto il mondo. Discute sul passaggio che c’è stato dal giornale cartaceo al giornale online e della figura dei fashion blogger, come Chiara Ferragni. Oggi ognuno è libero di dire la sua, si sta formando un nuovo linguaggio. Secondo Anna, il bello delle nuove comunicazioni è che hanno fatto crollare le torri della moda per aprire la strada a tutti. Per il consulente creativo di Vogue Japan, i giovani devono prendere un fenomeno e personalizzarlo. L’indimenticabile incontro si è concluso con un selfie che Anna Dello Russo ha postato nel suo profilo Instagram, che vanta quasi settecentomila followers.

Roberta Salustri