Gattinoni – Couture à la carte

Cibo sacro e profano, geometrie escatologiche, misura, proporzione, forma, contenuto, colore. L’abito è nutrimento, alimento. Piatto prelibato. Soprattutto eccellenza. Come l’Alta moda.

Sabato 31 gennaio 2015 il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha spalancato le porte alla raffinata collezione primavera-estate della Maison Gattinoni; Guillermo Mariotto, direttore creativo della Maison, ha firmato la collezione per la prossima Primavera/Estate, ispirandosi ad universi di perfezione assoluta, che convivono quotidianamente accanto a noi. Eleganza, fascino… commestibili nell’Open Colonna, regno dello chef Antonello Colonna.

Cucina selezionata, quella di Mariotto, nella scelta dei tessuti, dei materiali, dei ricami, dei tagli, delle vertigini sartoriali, delle geometrie esemplari, impeccabili, dei ricami, in una nuova linea lanciata propria per questa collezione, le joli panier. Dimenticate le dame pre rivoluzionarie alla corte di Maria Antonietta di Francia. Guillermo Mariotto giura che il joli panier è perfetto per ogni donna. E’ chic, non è esuberante, non è ingombrante. Per silhouette magre, slanciate, percoloro che vogliono osare, per chi vuol semplicemente nascondere, celare. L’abito si fonde e si confonde con il cibo, in questa nuova collezione, diventa oggetto di culto prelibato.

Un’Intera collezione che, in sincronia con Expo, ha l’Arte culinaria come protagonista, Dayane Mello indossa il Bread Dress: un bustier scolpito con vere spighe di grano, pantaloni a vita alta realizzati in Juta scolpiti con oltre 800 biscotti e un cappello realizzato con farina di grano duro da artigiani del pane.

Una sinfonia di forme, profumi e sapori. L’abito si fonde e si confonde con il cibo diventando oggetto di culto prelibato.

La ciliegina sulla torta: i gioielli di Gianni De Benedittis, designer del brand futuroRemoto, che ha creato per la collezione orecchini e parure, bracciali di pane con pietre dure e collier-fourchette in platino che avvolgono preziosi spaghetti.

Perché l’alta moda è soprattutto lavoro, creatività, sperimentazione, alto artigianato che rendono immortale il bello e ben fatto italiano.

La Redazione