La moda come evoluzione della società.

La moda si è sempre dimostrata quale settore influente responsabile a dettati costumi,rispettando tradizioni lungo l’intero percorso della storia,modificandosi per funzioni ed utilizzo a seconda delle esigenze dettate dai tempi.  Il settore della moda ha sempre avuto un ruolo di estrema rilevanza ed impatto sociale nella storia.
Nel dopoguerra ed in particolar modo negli anni 60 dove si è assistito al boom economico esaltato da importanti fonti estere quali il Financial Times.

Il fenomeno della moda si era trasferito dall’interno,ossia la cura dell’abbigliamento intimo,del corredo,all’esterno,che assumo di conseguenza un ruolo di status symbol,per demarcare le differenze di classi sociali. Questo fenomeno crea lo sviluppo dei vestiti in serie,a largo consumo,che contrariamente a quanto ammesso precedentemente,catalogando l’abbigliamento per classi sociali,vuole invece uniformare queste ultime,facendo cadere il prestigio alle classi connesso,facendo risaltare invece particolari più sottili quali la qualità e gli accessori degli indumenti.Scompare l’abbigliamento per le ore della giornata,si crea uno stile full day.

A questo fenomeno si lega la nascita dei brands. L’abbandono dell’abito per occasione,si verifica una rapida ascesa di prodotti industriali,mirati a soddisfare la clientela su vasta scala. Queste griffe si differenziano loro malgrado dettate da un sempre vigente status,ed i prezzi e qualità dei materiali ad esso legato.Nasce in superficie lo stile casual,abbinando lo stile normale a quello più sportivo, che integra ampiamente varie fasce di età per come occupare il tempo libero e di vacanze avvicinando maggiormente l’età della clientela più giovane a quella più adulta e viceversa.L’uniformità del vestirsi ha avvicinato necessariamente ha maggiormente allineato. Alla fine di questa decade si è assistito ad un travolgente cambiamento verificatosi dapprima negli Stati Uniti tramite le proteste studentesche,poi riflesse nel vecchio continente,alla ricerca di più libertà d’espressione,di espressione,di permesso di studio, di pari opportunità. La moda ne e stato un ovvio riflesso trasmettendo una nuova filosofia d’abbigliamento più liberale,meno legata a costumi dettati dalle classi.

La musica è stata un collante fondamentale per dar forza a suddetto ammodernamento dove i giovani si staccano letteralmente dalle imposizioni famigliari, dove la musica di protesta e gli inni alla libertà richiamano ad un desiderio di esplorazione,di trasgressione.  Dopo il decennio successivo di tensione politica durante gli anni di ferro,gli anni 80 hanno dato io benvenuto ad una nuova ondata di positività,di un nuovo boom economico rappresentato dallo Yuppismo. Tale mentalità libertina,di ritrovata fiducia e di spese sfrenate ha dato strada alla moda di subentrare nella finanza. La logica della moda si e subito allineata alla logica valutaria che ha tramutato l’editoria della moda in sfacciati cataloghi cataloghi pubblicitari dettati dal marketing,piuttosto che dalla ricerca degli stylist.Il bisogno sfrenato di grandi produzioni in serie,di maggiori collezioni fino ad 8 all’anno non seguiva più una logica di buon gusto e di classe,ma bensì di spesa ad ogni costo.

Terminato lo Yuppismo,ed a seguito della caduta del Muro di Berlino avvenuto il 9 Novembre del 1989,ma effettivamente verificatasi la fine della Guerra Fredda nel 1992 a seguito della presa di Gorbachiev,della caduta dell’URSS per mano di Boris Yeltzin e della caduta del Penta Partito, dello scandalo di Tangentopoli,ha richiamato un maggior senso di sobrietà,di Minimalismo nella moda e nei costumi:vedi Beverly Hills 90210,storico serial televisivo americano dove si denotava chiaramente un ritorno alla normalità,di rifiuto di apparenza e di essere disposta a far soldi ad ogni modo,con ogni rischio:vedi la forte denuncia del a regista Oliver Stone,come in tutte le sue pellicole,nel film Wall Street. Terminato l’ultimo decennio del secolo scorso,ed ormai pronti a subentrare nel nuovo millennio,con tutti gli entusiasmi dell’occorrenza,la moda e ad essa compresi tutti gli altri settori industriali,per la maggiore le case automobilistiche si è subito subito voluti entrare con una marcia elevata ed a tutto sprint,come le dinamiche ormai prevedevano.

Un rapido susseguirsi di eventi condiziona fortemente il settore del fashion;in particolar modo nel settore femminile. A seguito dell’attacco alle Torri Gemelle di New York City, ed i nuovi timori che ne sono susseguiti per l’abbonamento improvviso del terrorismo arabo allegato all’attacco,iniziano a vedersi donne in Uniforme.Il modello camouflage diventa il fattore dominante ed al posto di tacchi vertiginosi e payettes si vedono le ragazze indossare stivali e distintivi.

Fortunatamente l ‘anno dopo,nel 2002,si assiste ad un ritorno al romanticismo.Abiti bianchi,indumenti candidi ed impalpabili,spalline sempre piu sottili e discrete pare vogliano veramente  dettare legge.   Nel 2003 invece pare quasi che la moda voglia mettersi alla ricerca di nuovi stimoli. Nuove ispiraIoni provenienti da stili di orientamento medio orientale vogliono inserirsi per creare delle fusioni e dei mixagi di motivi e tradizioni diverse fra di loro:l’abito di sera, contrariamente a come lo si portava prima,ora lo si indossa con un gilet etnico di pelo,la pochette e se mai sostituita da una tracolla in frange. Il pantalone di raso lo si abbina ormai ad un giaccone di pelle grezza, e le collane di pietre e smeraldi sostituire da pietre dure che impreziosiscono sottili girocolli di cuoio.

Differentemente, nel 2004 gli stilisti hanno intenzione di riportare sulle passerelle uno stile britannico classico:la donna deve portare un foulard classico tra i capelli ed un velo di cipria sul viso. La donna deve rappresentare la classica lady inglese, che indossano gonne fascianti in tessuti scozzesi,pregiati tartan per abiti lunghi e classici tweed per giacche impeccabili.

Come ogni stagione dove le mode cambiano,si assiste a continui ritorni nostalgici di mode un po’ retro.Il 2005 si caratterizza per un ritorno del flower power:fantasie continue pare vogliano siglare che la primavera è interminabile,nuovi entusiasmi, fiori che cascano ovunque,colori vivi ed allegri su passerelle di piogge primaverili che vogliono riportare il buon umore. Camminano da sole fantasie fiorite,con fiori ovunque, sulle T-Shirts, sulle maglie e per non dire che sulle gonne, gli abiti lunghi e quelli eleganti.  Si coltiva quindi la speranza per un ritorno di fiducia,di coraggio ed ispirazioni nuove perse durante il susseguirsi di eventi non sempre positivi e falsi stimoli per nascondere nefandezze compiute palesemente dall’estblishment governativo.

Daniel Mateo Montalcini