Il Jeans – Da Levi Strauss a Fiorucci

 

Tutti ne hanno almeno un paio nell’armadio (e difficilmente solo un paio). Comodo, sexy, slim, scolorito, con applicazioni, short, skinny… Il jeans è un evergreen con una lunga storia alle spalle. “Ho detto spesso che avrei voluto inventare io i blue jeans: il capo più spettacolare, più pratico, più rilassante e informale.” Questo aveva dichiarato Yves Saint Laurent ma, per iniziare a parlare di uno dei capi d’abbigliamento più usati in tutto il mondo dobbiamo partire dalla metà dell’800.

San Francisco 1853.  Löb Strauß, imprenditore tedesco meglio noto con il nome di Levi Strauss salpa da New York verso la California. Nato da una famiglia di ebrei bavaresi che giunti negli Stati Uniti decisero di aprire un’industria di abbigliamento. Gli anni in cui Levi Strauss si trasferì a San Francisco erano quelli della febbre dell’oro. La corsa all’oro aveva attirato molti uomini, tra cui il giovane tedesco che sperava di aprire anche lì un’industria di abbigliamento per poter sfruttare l’alta richiesta di tessuti da lavoro. Da New York aveva portato alcuni ruvidi tessuti per i tendoni dei carri ed ebbe la geniale idea di farne un paio di pantaloni per un minatore. Nacque così il primo paio di Levi’s. Visto il grande successo, decise di aprire insieme al cognato David Stern l’ingrosso Levi Strauss & Co. I Levi’s indossati da quel primo minatore erano molto diversi da quelli che conosciamo noi oggi. La prima modifica fu quella di scegliere un tessuto più comodo e meno grossolano. Levi scelse un tessuto proveniente dalla città di Nimes, in Francia, noto con il nome di denim. Il termine jeans venne scelto invece riferendosi alla città di Genova, dove anni prima, alcuni marinai avevano creato dei pantaloni utilizzando però un telo blu, usato per le vele delle navi. Altra modifica si ebbe grazie al sarto Jacob Davis che nel 1873 inserì un rinforzo attorno alle tasche con rivetti di rame per non farle cedere. Sempre nello stesso anno sulle tasche posteriori venne inserita la double arcuate. Nel 1886 nasce il marchio di fabbrica e l’etichetta in pelle che raffigura due cavalli mentre tirano un paio di pantaloni ma senza riuscire a romperli. La piccola etichetta rossa inserita a bandiera sul bordo della tasca destra, definita red tab, venne coperta da copiright nel 1936. A fare la storia del jeans non fu solo Levi Strauss ma va ricordato anche Henry David Lee, l’inventore della chiusura lampo, e C. C. Hudson fondatore della Wrangler.

I primi Levi’s che vennero commercializzati in Europa arrivarono nel 1959. Con il passare del tempo il jeans divenne da capo da lavoro a capo alla moda. Per avere l’esplosione del jeans nel fashion si devono aspettare gli anni 70 con il fenomeno del consumismo. Si sono moltiplicati i vari modelli, da quello a zampa di elefante a quello a sigaretta, dal cavallo alto al cavallo basso. Molti sono stati gli stilisti che hanno sperimentato con il jeans, tra questi possiamo nominare il caso Fiorucci. L’azienda italiana firma nel 1985 con la storica Wrangler e il marchio viene consacrato come il re del jeans.

Che tu preferisca acquistare l’ultimo paio Lee, che tu decida di optare per un modello prodotto dalle grandi catene del fast fashion o mettere le mani tra le cataste di abiti dei mercatini vintage sperando di trovare un vecchio Levi’s, il jeans continuerà ad essere presente nel tuo armadio. Cameron Diaz in un’intervista rilasciò: “Io sono come ogni altra donna: un armadio pieno di vestiti, ma niente da mettermi. Così indosso dei jeans.”

Roberta Salustri